lunedì 4 giugno 2007

Goodbye!!!

E come tutte le fiction, l’ultima puntata ha sempre il titolo “la resa dei conti”. Sarà perché quando finisce qualcosa si cerca di mettere un punto. Mentre le sto scri-vendo nella mia mente sta andando in onda un video con l’esperienza positi-va/negative, belle/brutte, interessanti/noiose che ho fatto con lei. Credo che sappia già il mio parere su come dovrebbe essere un vero Prof:
Una persona preparata, soprattutto nella propria disciplina, didatticamente valida ma innanzi tutta una persona piena d’umiltà dalle quali imparare molto ma che fondamentalmente t’insegna a migliorare come persona. In questi due anni ho aperto gli occhi, sono cresciuta e cambiata e alla fine di questo percorso posso dire sinceramente che lei incarna esattamente quella grandezza. L’ammiro prof, si porta sempre con sé quella spensieratezza da bambino e ha sempre stampato sul suo liscio viso quel sorriso da furbetto…e poi fa continuamente quelle battutine, le solite…come dice nella risposta alla lettera di un suo ex alunno, non si ferma mai, corre, va in bicicletta, nuoto fino allo stremo, studia…non ha un attimo di “tregua” per pensare, ma lei non vuole pensare?!? Crede che sia una perdita di tempo che la manda in confusione? Perché non cerca più risposte? Si accontenta di nu-trire il corpo, l’anima e la mente, per non “soffrire”, per proteggersi?!? Pensando, pensando e ancora pensando si fanno “viaggi” che non esistono neanche sul pianeta degli “ufo”! Ha paura di andare incontro ad una e vera e propria crisi di “identità”? Il che in altri termini significa semplicemente che l’individuo non sa più esattamente né chi è né come deve comportarsi. Il mio motto è “vivi la giornata” quel che succede, succede; però quando ascolto la musica oltre che la capacità di farmi rilassare, sognare e divertire, riesce anche ad attivare in quel piccolo ca-volfiore di carne speciale che mi ritrovo un tasto che mi manda in “black-out”; domande su domande che m’intralciano la vita e che cercano di distruggere le mie certezze. Sto cercando di controllare questo mio lato debole, più il tempo passa più sono in grado di mantenere la “luce” nel mio piccolo cervello. Bisogna riempire il tempo, cogliere gli imprevisti, che con un missile ti lancia la vita. Fermarsi è fatale, viaggi su viaggi che ti fanno solo del male. Anch’io cerco di riempire al massimo e al meglio le giornate, tanto che alcune volte vorrei un giorno fatto di 48 ore e non di 24. Pensare si trasforma in un’agonia, non trovi via di uscita, neanche quelle di emergenza, solo il pensiero…anche quando non vuoi pensare a una co-sa o a una persona la pensi.
Tipico esempio di una ragazza, vuoi dimenticare un ragazzo:
Sei in autobus, senti il suo profumo e ci pensi, senti chiamare il suo nome e ti giri cercandolo ovunque…è davvero un’impresa complicata! Ma chi me lo fa fare di pensare?!? Sono arrivata alla conclusione, la vita è una continua incognita, piena di missili che si schiantano o che atterrano senza farsi del male. Va vissuta e non sprecata a farsi domande, risposte che forse non avrai mai. Penserà, lettera bana-le senza sensori una quindicenne che non ha ancora capito com’è fatto il mondo!
Più che una lettera di addio mi sembra una mia riflessione, uno sfogo, però è quel-lo che mi sentivo di scrivere, sono contenta di riuscire sempre ad essere schietta e genuina! Le auguro di continuare come ha fatto fino ad ora. Se stesso!

PS.: È troppo forte quando dice :“Dimmi tata…”

1 commento:

amen ha detto...

Il tuo blog... è molto bello!